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Digital signage per la GDO: una promozione, per tutti i punti vendita

Gestione centralizzata degli schermi di rete, palinsesti per gruppi di negozi, eliminacode ai banchi serviti e statistiche di quello che è andato in onda. In formula tutto incluso, con un canone per schermo.

Totem verticale in corsia con l’offerta del giorno, il meteo e le notizie locali
In corsia l’offerta del giorno sta accanto a meteo e notizie: il cliente si ferma per quelle e legge la promozione.

Perché nella GDO

Tre problemi che la carta stampata non sa risolvere

Nel punto vendita la comunicazione non è statica: è un flusso che cambia ogni settimana, reparto per reparto, e deve essere identico in venti negozi lo stesso giorno.

01

La promozione ha una data di fine

Il volantino inizia e finisce; il cartello stampato resta appeso finché qualcuno lo stacca. Con la programmazione a calendario la promozione si gestisce automaticamente, in tutti i negozi.

02

Il prezzo esposto deve essere quello giusto

Un prezzo vecchio a scaffale non è solo comunicazione sbagliata: è una discussione alla cassa. Cambiarlo su venti schermi è un’operazione sola.

03

Alle casse e ai banchi si aspetta

Sono i minuti in cui il cliente ha lo sguardo fermo: l’unico punto del negozio in cui l’attenzione non va conquistata.

Banchi serviti

Il numero e la comunicazione sullo stesso schermo

Gastronomia, macelleria, pescheria: l’eliminacode è dentro My Display, non è un secondo impianto da comprare e da far parlare con il primo. Il turno occupa la sua area, il resto dello schermo continua a lavorare.

Un numero per reparto. Ogni banco ha la sua coda, e lo schermo mostra il turno servito insieme ai contenuti di quel reparto.

Chiamata dal banco. L’addetto avanza la coda dalla stessa interfaccia con cui si gestiscono i contenuti: nessun telecomando dedicato da cercare.

Statistiche dei tempi. Quante persone, in quali fasce orarie, quanto hanno aspettato: sono i dati con cui si decidono i turni del personale.

Come funziona l’eliminacode
Schermo del banco gastronomia con il numero servito e i contenuti del reparto
Il turno servito e i contenuti del reparto convivono sullo stesso monitor.

Gestire una rete

Venti negozi non sono venti totem da aggiornare a mano

Quello che distingue una rete da un negozio singolo non è il numero di schermi: è chi decide che cosa va in onda, e dove.

Gruppi di displayper insegna, per regione, per formato
Programmazione a calendariola promozione entra ed esce da sola
Contenuti locali sopra quelli di retel’iniziativa del singolo punto vendita
Stato degli schermi a distanzasi vede subito quale è spento
Template di reteil negozio riempie, non ridisegna

Chi pubblica, chi approva e quanta libertà resta al singolo negozio è la parte che cambia da catena a catena: si disegna insieme, prima di installare qualsiasi cosa.

Spazi ai fornitori

Lo schermo può ripagarsi da solo

Nella GDO lo spazio a scaffale si vende da sempre. Quello sullo schermo funziona allo stesso modo, con una differenza: è misurabile.

Spazi vendibili all’industria di marca

Il fornitore compra visibilità dentro il punto vendita, nel momento in cui il cliente è davanti al prodotto. È la voce che trasforma lo schermo da costo a ricavo.

La prova di quello che è andato in onda

Le statistiche di riproduzione dicono quante volte un contenuto è stato mostrato e su quali schermi. È il dato che un fornitore chiede prima di firmare, e che nessun cartello di cartone può fornire.

Quante persone erano davanti

MyDisplay Vision conta chi si ferma davanti allo schermo: non solo quante volte è passato il contenuto, ma quante persone hanno avuto l’occasione di vederlo.

Vision è descritto nella pagina della piattaforma, con quello che misura e quello che non misura. Vedi MyDisplay Vision

Come si acquista

Un canone per i display

Monitor, app di gestione, installazione e assistenza sono in un canone unico. L’apertura di un nuovo punto vendita diventa uno schermo in più da aggiungere.

Opzione A

Noleggio operativo

Canone periodico interamente deducibile, nessun bene a bilancio, sostituzione dell’apparato compresa nell’accordo.

Opzione B

Leasing finanziario

Per chi preferisce arrivare al riscatto dei monitor a fine contratto.

Il canone dipende da quanti schermi, di che formato e in quante sedi; la differenza fiscale fra le due formule va valutata con il vostro commercialista. Tutti i dettagli della formula

Domande frequenti

Quello che ci chiedono le catene

Sì. Gli schermi si organizzano in gruppi — per insegna, per regione, per formato — e ogni gruppo ha il suo palinsesto. Il singolo negozio può aggiungere i propri contenuti locali sopra quelli di rete, nei limiti che decidete voi.

I contenuti risiedono sul monitor e vengono riprodotti in locale: la connessione serve per aggiornarli e per riportare le statistiche, non per trasmettere il video in continuo. Un aggiornamento pesa quanto pesano i file nuovi, una volta sola.

No. L’app è certificata e installata a bordo del monitor, sul sistema Tizen di Samsung: su una rete di venti negozi sono venti apparati in meno da alimentare, aggiornare e sostituire quando si rompono.

Tutti e due, con ruoli diversi. La sede prepara i contenuti di rete e i template; il punto vendita riempie i template e pubblica quello che riguarda solo lui. La struttura dei permessi si imposta insieme in fase di avvio.

Dipende da quanti schermi per negozio, di che misura e in quali posizioni: un display da scaffale e un grande formato all’ingresso non costano uguale. Raccontateci com’è fatta la rete e vi mandiamo una proposta con il canone.

Partiamo da un negozio, non da venti

La strada che funziona è un punto vendita pilota: si misura quello che succede, si sistema quello che non torna, e solo dopo si estende alla rete.

Descrivici la tua rete